Codice Deontologico Isfor

Codice Etico e Deontologico dell’Associazione ISFOR APS

Introduzione

Il presente Codice Etico e Deontologico è l’insieme dei principi etici e deontologici che i Soci dell’Associazione ISFOR APS devono osservare. Il rispetto di questo Codice è dovere imprescindibile per tutti i Soci.
Il Codice Etico e Deontologico è il principale strumento della responsabilità sociale e contribuisce a consolidare una positiva reputazione associativa.
Tutti i soci sono tenuti all’osservanza dei principi generali; in più i soci Professionisti e i soci Insegnanti dovranno rispettare anche le norme specifiche che questo Codice sancisce per le loro qualifiche.
Detto codice di comportamento sarà consultabile e scaricabile sul sito web dell’Associazione e dovrà essere applicato in ogni suo punto.

Principi generali
Ogni Socio dovrà rispettare i principi fondanti delle Discipline Bio-Naturali e attenersi al loro ambito, come da definizione della Legge 2/2005 della regione Lombardia.

1. Norme per Soci in formazione
Il socio in formazione dell’Associazione ISFOR APS(d’ora in avanti socio in formazione) è tenuto a informare qualsiasi persona si presti come partner per la pratica e l’esercizio della disciplina, del proprio status di studente e a fargli leggere e firmare il consenso informato appositamente fornito dall’Associazione.
Non è consentito al socio in formazione ricevere alcun compenso per la sua pratica, che s’intende gratuita a ogni effetto.Nei rapporti con altri soci, o con i soci di altre associazioni affini, il socio si atterrà alle regole di buona educazione e di correttezza, rispettando tutte le Discipline Bio-Naturali e la loro pratica.

2. Norme per Soci Professionisti
Il socio Reflessologo Professionista dell’Associazione ISFOR APS (d’ora in avanti Reflessologo) è tenuto ad osservare le norme di questo codice Etico nell’esercizio della professione, indipendentemente dall’ambito in cui è svolta.
I principi e le regole di correttezza che contraddistinguono il
presente codice, devono ispirare il comportamento dell’Operatore in ogni momento della sua vita di relazione. Il codice disciplina i rapporti con i clienti, i colleghi e gli altri operatori.

Art. 1 – Compiti del Reflessologo
Il compito del Reflessologo è portare alle persone benessere, migliorare la qualità della vita delle persone in modo naturale, stimolando i punti dell’organismo riflessi sul corpo. Il suo scopo è stimolare e riequilibrare le risorse energetiche vitali con le tecniche della propria disciplina.
Nell’esercizio della professione, il Reflessologo si ispira alle conoscenze della disciplina che esercita, alle attuali conoscenze scientifiche e ai valori etici fondamentali, e assume come principio il rispetto della vita, della libertà e della dignità di tutti gli esseri umani.
Art. 2 – Figura professionale del Reflessologo
Il Reflessologo si impegna a esercitare la sua professione secondo coscienza e mantiene un comportamento trasparente, giusto e leale con i clienti, i colleghi e ogni altra persona. Agisce con tatto e disciplina, evitando tutto quanto possa pregiudicare il benessere dei clienti, dei colleghi e di ogni altra persona, nonché la reputazione della sua professione.
Il Reflessologo opera esclusivamente sui punti riflessi sul corpo, opera praticando la pressione sui punti riflessi del corpo e la loro stimolazione.
Art. 3 – Rapporti con i clienti
L’Attività del Reflessologo è regolata dalla Legge Nazionale 4/2013 ed il Reflessologo è tenuto ad attenersi ad essa in ogni fase dell’esercizio della sua professione.
Il Reflessologo impronta la propria opera professionale nel rispetto dei diritti umani a salvaguardia della libertà e della dignità del cliente, prescindendo da ogni distinzione di razza, nazionalità, sesso, condizione sociale e di appartenenza religiosa o ideologica. Il Reflessologo opera per favorire il benessere del cliente con pratiche atte a migliorare la sua qualità di vita, in termini di riconoscimento e rispetto dell’identità individuale, affinché possa utilizzare a pieno le proprie risorse vitali, stimolando in lui un atteggiamento attivo e incoraggiandolo all’autonomia e solo dietro richiesta personale del cliente stesso.
È compito del Reflessologo dare al cliente un’immagine chiara e precisa di se stesso e della sua professione, fornendo esclusivamente le prestazioni che gli competono, evitando di invadere campi per i quali non possiede la preparazione e i requisiti ufficiali. In caso di necessità, egli informerà il cliente della non adeguatezza della sua opera in termini di efficacia, inviandolo ad altri professionisti allo scopo di risolvere il suo problema specifico.
Il Reflessologo è tenuto a prospettare con chiarezza al cliente efficacia e limiti del trattamento, evitando di dar luogo ad aspettative ingiustificate. Il Reflessologo, pur instaurando il necessario rapporto di fiducia e sostegno nei confronti del proprio cliente, intrattiene
con esso un rapporto strettamente professionale: ne è conferma l’obbligatorietà dell’onorario.
Il Reflessologo è cosciente del proprio ambito d’intervento. Non deve per nessun motivo invadere l’ambito di pertinenza di altre professioni e non si pone in atteggiamento di antagonismo con altre figure professionali già esistenti riconosciute e regolamentate per legge, con particolare riferimento a quelle di carattere sanitario. I limiti del Reflessologo sono quelli stabiliti dalle leggi in vigore che definiscono le attività professionali protette: ogni violazione in questo senso è penalmente e civilmente perseguibile.
Il Reflessologo non intraprende nessuna prestazione professionale senza il consenso del cliente. La libera adesione da parte del cliente si basa sulla norma etica fondamentale del rispetto della persona e sui principi di autonomia: la persona deve essere libera di scegliere quello che ritiene meglio per se stessa, e questa libertà è un diritto universale degli esseri viventi.
A tale proposito, il Reflessologo si impegna a far leggere e firmare al proprio cliente il consenso informato appositamente fornito dall’Associazione. Per i minorenni e le persone incapaci di intendere, la libertà di adesione alla prestazione reflessologica sarà espressa dal tutore.
Art. 4 – Segreto professionale
Il reflessologo è tenuto a mantenere il segreto professionale, sia su ciò che emerge durante i trattamenti, sia su fatti e notizie riguardanti il cliente.

Art. 5 – Rapporti con i Colleghi
I rapporti con i colleghi saranno improntati alla massima correttezza, stima e solidarietà professionale e trasparenza, indipendentemente dalla scuola o nazione di provenienza. Tra colleghi si agisce con senso di amicizia, correttezza e uguaglianza, nel rispetto della personalità di ognuno. Inoltre il Reflessologo mantiene buone relazioni con operatori di altre discipline Bio-Naturali, allo scopo di ampliare e adeguare le sue conoscenze e competenze. Se un Reflessologo ritiene che un collega si sia comportato in modo non consono alla deontologia professionale, può appellarsi al Consiglio dei Probi Viri per l’esame del caso.
Art. 6 – Ambiente di lavoro e tariffe di onorario
Il luogo dove il Reflessologo esercita la propria attività deve essere in regola con le normative vigenti e garantire alle persone un servizio della massima tranquillità e sicurezza. Il rispetto delle norme igieniche deve essere rigorosa.
Nel rispetto della normativa vigente, il Reflessologo chiede un giusto compenso per la propria attività, tenendo in considerazione le tariffe suggerite dall’ISFRO.
Art. 7 – Aggiornamento professionale
Il Reflessologo ha il dovere di curare con assiduità il proprio aggiornamento, nel contesto di un processo di adeguamento continuo alle proprie conoscenze e competenze, valutando costantemente il proprio operato al fine di migliorarlo in termini di efficacia, lungo l’intero arco della vita professionale. La formazione del Reflessologo non si esaurisce con il conseguimento del titolo, ma s’intende continua.
Inoltre si impegna per promuovere e diffondere la conoscenza della reflessologia, e con risultati, aggiornamenti e verifiche collabora a dimostrare la validità della reflessologia.
3. Norme aggiuntive per Soci Formatori
I Soci Formatori che prestano la propria docenza per l’Associazione ISFOR APS (d’ora in avanti Formatori) sono tenuti al rispetto dei programmi didattici definiti nell’ambito dell’Associazione.
I rapporti con i colleghi sono improntati alla massima correttezza, stima e solidarietà professionale e trasparenza, indipendentemente dalla scuola o nazione di provenienza.
Nessun giudizio o parere sfavorevole nei confronti di un collega potrà essere condiviso con i Soci in formazione. Se un Formatore ritiene che un collega si sia comportato in modo non consono alla deontologia professionale, può appellarsi al Consiglio dei Probi Viri per l’esame del caso.
Il Formatore è cosciente del proprio ambito di intervento. Non deve per nessun motivo invadere l’ambito di pertinenza di altre professioni e non si pone in atteggiamento di antagonismo con altre figure professionali già esistenti riconosciute e regolamentate per legge, con particolare riferimento a quelle di carattere sanitario. I limiti del professionista formatore sono quelli stabiliti dalle leggi in vigore che definiscono le attività professionali protette: ogni violazione in questo senso è penalmente e civilmente perseguibile.
Il Formatore non discrimina i propri discenti o colleghi in base al sesso, religione, razza o appartenenza politica, ma può rifiutare la propria opera, qualora gli sia richiesto di intervenire in situazioni che contrastano con la sua coscienza o con le sue convinzioni, o qualora questa invada ambiti demandati ad altre figure professionali.
Il Formatore deve essere cosciente della responsabilità che comporta insegnare e s’impegna a mantenere un comportamento corretto, evitando di approfittare del suo ruolo per procurarsi qualsiasi tipo di favore personale estraneo al compenso dovuto per la sua didattica.
Il Formatore si impegna a non usare il suo ruolo quale mezzo per procacciarsi favori indebiti o per favorire rapporti personali di attaccamento o dipendenza.

4. Procedure di reclamo e di appello
I reclami contro i Soci devono essere inviati al Collegio dei Probi Viri il quale, entro 90 giorni dalla data di ricevimento del reclamo, si attiverà secondo le modalità previste.
Un reclamo contro un socio può essere considerato solo in caso appaia evidente una violazione del codice etico e deontologico dell’Associazione ISFOR APS.
5. Sanzioni disciplinari
Qualora il reclamo sia accolto dal Collegio dei Probiviri, questo ha facoltà di assumere provvedimenti disciplinari che possono andare dal richiamo scritto, alla sospensione temporanea dalle attività Sociali, all’espulsione dall’Associazione ISFOR APS, secondo la gravità della mancanza riscontrata.

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